Anche Rieti alla grande festa col Papa in piazza San Pietro

 

C’era anche una rappresentanza reatina alla grande festa svoltasi il 4 maggio in piazza San Pietro alla presenza di Benedetto XVI: quella per festeggiare i cento e quarant’anni di vita dell’Azione cattolica italiana. 140: tanti gli anni trascorsi da quel maggio del 1868 in cui il Pontefice allora regnante, Pio IX, riconosceva ufficialmente la Società della gioventù cattolica italiana, primo nucleo di ciò che sarebbe diventata l’AC.

Ma anche cento e quaranta: cent’annni dopo la fondazione, infatti, l’associazione, all’indomani del Concilio Vaticano II, rinnovava profondamente se stessa con il nuovo Statuto e una nuova struttura unitaria. Quarant’anni sono passati dalla riformulazione dell’AC, 140 in tutto dalla sua nascita.

Una levataccia per la cinquantina di persone – tra bambini, giovani e adulti di AC – partiti all’alba domenica da Rieti alla volte dell’Urbe, per unirsi alla sterminata folla di fedeli provenienti da tutt’Italia radunati dinanzi alla Basilica Vaticana. Sul sagrato, vicino al palco dove sarebbe stata poi celebrata la Messa dal card. Bagnasco seguita dall’arrivo del Papa, hanno trovato posto i delegati che, nei giorni precedenti, avevano svolto i lavori dell’assemblea nazionale elettiva. A rappresentare l’associazione diocesana di Rieti, ai lavori assembleari, c’era Marco Colantoni, da poco nominato dal vescovo nuovo presidente dell’AC reatina, e gli altri due rappresentanti individuati dal consiglio diocesano: la responsabile del settore giovanile Laura Di Carlo e per l’Acr la consigliera Francesca Silveri.

Sul sagrato della Basilica, poi, avevano il posto riservato altri due rappresentanti speciali per ogni diocesi: un fanciullo e un giovane. Dei reatini, l’onore è toccato alla piccola Chiara Alessi, di Regina Pacis, e alla giovane Sara Ieie, di S. Giovanni Bosco.

La mattinata ha preso il via con un momento di preghiera, seguita da un’animazione scandita da canti gioiosi e testimonianze. Quindi è iniziata la solenne concelebrazione eucaristica, presieduta dall’arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, presidente della Cei. Terminata la Messa, tutti in attesa del Santo Padre, e quando la “papamobile” ha iniziato a compiere il giro della piazza la folla è esplosa in applausi e acclamazioni. Benedetto XVI, pronunciato il discorso che precede il Regina coeli, dopo la preghiera mariana si è rivolto in modo speciale agli oltre centomila soci dell’Azione Cattolica e ai moltissimi altri ragazzi, giovani e adulti dell’associazione di tutta la penisola che, rimasti a casa, si sentivano spiritualmente uniti.

Da parte del Pontefice, l’esortazione all’AC «a mantenersi fedele alle proprie profonde radici di fede, nutrite da un’adesione piena alla Parola di Dio, da un amore incondizionato alla Chiesa, da una partecipazione vigile alla vita civile e da un costante impegno formativo». «Cari amici – ha proseguito Ratzinger –, rispondete generosamente a questa chiamata alla santità, secondo le forme più consone alla vostra condizione laicale! Continuate a lasciarvi ispirare dalle tre grandi “consegne” che il mio venerato predecessore, il Servo di Dio Giovanni Paolo II vi ha affidato a Loreto nel 2004: contemplazione, comunione e missione. (…)Vi incoraggio pertanto a proseguire con generosità nel vostro servizio alla Chiesa. Assumendone il fine apostolico generale, in spirito di intima unione con il Successore di Pietro e di operosa corresponsabilità con i Pastori, voi incarnate una ministerialità in equilibrio fecondo tra Chiesa universale e Chiesa locale, che vi chiama ad offrire un contributo incessante e insostituibile alla comunione».

Questo il messaggio del Papa che i reatini si sono portati a casa sulla via del ritorno e che, qui a Rieti come in tutt’Italia, sono chiamati a condividere con quanti, nei gruppi parrocchiali, seguono l’impegno formativo e apostolico dell’AC.

 

E per “testimonial celeste” Rachele

 

Svettava una foto in formato poster, sulla bandiera che identificava il gruppo reatino alla grande festa dell’Ac di domenica scorsa: quella di Maria Rachele Novelli Dalla Libera. In piazza San Pietro, ad accompagnare i partecipanti della diocesi di Rieti, c’era l’immagine della testimone scelta come uno dei tanti possibili esempi di apostolato laicale che l’associazione ha conosciuto. Una richiesta fatta dal centro nazionale a ogni diocesi: individuare una figura di persona che, in anni vicini o lontani, può essere considerata significativa, magari senza particolari clamori. E la scelta dell’Ac reatina è caduta sulla figura di Rachele, che undici anni fa venne salutata da una folla incredibile, in una gremitissima chiesa di Regina Pacis, per una liturgia che di funebre aveva il nome e la commozione ma non la mestizia, visto che ella stessa l’aveva chiesta intonata alla speranza e alla gioia della fede. Epilogo di un’esistenza vissuta tra alti e bassi nella ricerca di Dio, fino agli anni in cui, da mamma di due acierrine, ebbe modo di riscoprire la bellezza dell’appartenenza alla Chiesa e l’entusiasmo del servizio in Azione Cattolica. Rachele divenne, oltre che educatrice dell’Acr, maestra e mamma di educatori e bambini. Ore ed ore trascorse in parrocchia, nei gruppi, nella preparazione delle attività diocesane, in particolare dei campiscuola Acr di Villa S. Anatolia, con la sua casa trasformata in una sorta di cantiere quando i preparativi fervevano e il suo estro e la sua disponibilità creavano una fucina di dinamicità ed entusiasmo. Un impegno che affiancava il volontariato nell’Alcli e la fattiva collaborazione alle iniziative della scuola cattolica (Maratona di Primavera e dintorni).

La piccola storia di un apostolato generoso, fatto di tanti “sì” pronunciati fino all’ultimo, fino alla devastante malattia e alla morte prematura, è raccontata nell’apposita sezione sul portale creato per l’evento (http://www.140annidiac.it/?page_id=429) insieme a quella di tanti altri testimoni delle associazioni diocesane di tutt’Italia.