PROGETTO ILLICA-TERRACINO


Quanto accaduto alle 3.36 del 24 agosto 2016 ha cambiato la storia del nostro territorio, mettendo a nudo le sue fragilità e ricordandoci la nostra precarietà. Il capire che la crisi ha in sé un tempo di grazia non è immediato o di facile comprensione: quello che riusciamo a percepire è quanto ogni individuo trovi la sua stabilità in un noi.

Questa situazione anomala, dolorosa e difficile rimette a fuoco le ragioni del credere e ci interpella come associazione, chiedendoci una testimonianza che si concretizzi nella partecipazione al bene di tutti. Il Vescovo ci chiede di camminare "al passo dello sfollato", di cambiare punto di vista e porci in ascolto.

In questi tempi molti hanno diversamente contribuito alla "ricostruzione" e abbiamo provato a metterci in ascolto anche noi; tra le persone incontrate la la signora Sandra spicca per la sua dignità e tenacia. Sandra è la vicepresidente di una cooperativa ("Coop Agricola Rinascita 78") che opera ad Illica, frazione di Accumoli tra le piu colpite dal sisma, la quale produceva, tra le altre cose, caciotte, insaccati e carni locali. Nella frazione sono rimasti solo loro per poter governare giornalmente pecore, capre, mucche e maiali. Attualmente vivono in una roulotte messa disposizione dalla Protezione civile, lavorando manualmente piccole quantità di formaggio all’interno del caseificio, unica struttura stabile. I sismi ripetuti, infatti, hanno reso inagibili la stalla, la casa, i laboratori e messo fuori uso le pastorizzatrici; a tutt’oggi la costruzione del ricovero per le bestie e della casetta di legno, cominciata a dicembre, è bloccata per la neve. Molti allevatori hanno scelto di vendere il bestiame, ritenendo molto difficile superare l’inverno, mentre questa cooperativa è una delle poche che ha deciso di perseverare e restare nella propria terra.

Abbiamo percio pensato, come AC, di supportare, con l’aiuto di quanti vorranno, il loro lavoro, in questo momento di estrema difficoltà, perché possano dare continuità produttiva nel territorio. La loro sopravvivenza dipende, infatti, dal poter lavorare i loro prodotti e dalla vita del bestiame che in questa situazione hanno difficoltà a nutrire. Ogni mese le bestie hanno bisogno di circa 200 q di mangime (orzo, granoturco) e si ritiene quantomeno necessaria una pastorizzatrice per il formaggio; per quanto concerne la produzione di insaccati la situazione è piu complessa e la ricostruzione del laboratorio dipenderà dallo Stato. Il nostro contribuire alla nutrizione degli animali e all’acquisto di apparecchiature per lavorare daranno una possibilità a queste persone che dopo le ultime scosse trovano come parola che li descrive quella di "desolazione".

Se da Illica poi continuiamo "arrampicandoci" tra i monti dell’Appennino, allontanandoci dalle arterie principali, incontriamo tanti paesi ormai fantasma: alcune case ancora in piedi, altre distrutte…Tra le pareti rimaste si intravede la vita che fu… ma ovunque silenzio!

Eppure qualche presenza umana c’è ancora: a Terracino, accanto alla stalla, in mezzo alle bestie, senza neanche una strada che colleghi a quello che era il paese, troviamo Giorgio e Anna Rita. Sono due persone sorridenti e, nonostante quanto accaduto, ancora piene di energia. Non hanno voluto lasciare o vedere il bestiame, che ci raccontano essere di una specie robusta non da latte e sperano possa superare l’inverno, nonostante i disagi. Dopo le ultime scosse (quelle di gennaio) infatti il tetto delle stalle ha in parte ceduto rendendole inutilizzabili e le bestie soggiornano all’esterno; alcune per il freddo addirittura hanno abortito. Dopo aver passato fredde settimane in una roulotte finalmente hanno una piccola casetta in comodato d’uso. Quello di cui sembrano percio aver estremo bisogno, per il futuro della loro azienda familiare, è un sicuro ricovero per le bestie: contribuire alla riparazione del tetto, dunque, è quanto ci proponiamo di fare, aggiungendo, dopo l’impegno per la cooperativa di Illica, quest’altro tassello alla nostra gara di solidarietà.

Attraverso il progetto di sostegno a queste aziende, chiediamo allora l’aiuto di tutti per contribuire alla ricostruzione del tessuto economico del nostro territorio, facendoci cosi loro vicini.